sabato 8 gennaio 2011

Nel tempo dell'avvento...

Mentore passava per tutte le strade, entrava accolto in ogni casa, versava da un fiasco in un bicchiere o in una scodella l'acqua benedetta e consegnava "al spergul", usciva regolarmente con un'offerta per la chiesa. Era il sagrestano.

Mi affascinava quel bastoncino di legno bianco con in cima, fatto a mano da Mentore,un gomitolo di riccioli ricavati dallo stesso legno che si doveva intingere nell'acqua benedetta per procedere alla solenne benedizione della tavola della vigilia. A metà bastoncino, prima dell'impugnatura, un ciuffetto di riccioli che richiamava il primo, a scopo ornamentale completava graziosamente il rudimentale aspersorio. Era destinato a me. Io ero la più piccola della casa e secondo la tradizione, mio era il compito di benedire solennemente col segno della croce, stando in piedi sopra una sedia per aspergere come si doveva, con l'acqua benedetta, la tavola e la zuppiera dei tortelli fumanti. In piedi, tutti i famigliari mi accompagnavano nel rito ed io, investita di quella carica, mi sentivo importante ed emozionata.

Poi quel bastoncino, non so proprio per quale significato simbolico, doveva essere bruciato e questo lo rendeva ai miei occhi, inconsciamente, magico e scaramantico, per questo controllavo nella stufa che bruciasse tutto e bene.

Ancora oggi la tavola della vigilia viene benedetta dal più giovane della casa, ma l'acqua si va a ritirare in chiesa in bottigliette di plastica, nessuno lavora più il legno per fare "al spergul".

Il mio vissuto è già storia ...???...

Deira

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