Mi raccomando segui bene il procedimento o ti rimarrà nella carne un disgustoso odore di urina !
Per prima cosa togli le parti bianche, il grasso, poi incidi il rene (così lo chiamava in italiano...) con diversi tagli che riempirai di sale per "spurgare" e vedrai quanto inqualificabile liquido ne uscirà. Pipì ?? mi chiedevo io, osservando nel piatto notevolmente schifata la pozza rosata che si andava formando.
Tagliato in piccoli pezzi, sciacquato ben bene, passato sul fuoco in un tegame senza condimento, il rene emetteva altro inqualificabile liquido, stavolta reso odoroso di pipì, per il calore. Altro tegame, altra passata e poi di nuovo foro fino a quando non fuorisciva più alcun umore e odore. I pezzetti erano perfettamente dis... urinati e pronti per il tocco finale.
Nuova padella, olio, pepe, sale, una spruzzata di prezzemolo, pochi minuti sul fuoco e in tavola. Sapore appetitoso, consistenza piacevolmente soda, nessun retrogusto, La ricetta della mamma è da vero gourmet, ma io non l'ho mai praticata, certa che nella mia famiglia non avrebbe avuto accoglimento, neppure presentandola come bocconcini prelibati della nonna Amelia che pure era considerata sapiente e indiscussa custode della cucina tradizionale.
Roba da gatti! Allora perchè tanto lavoro ?
Così se ne va un pezzetto di "storia della cucina".
Deira
Nessun commento:
Posta un commento