mercoledì 7 maggio 2008

Il budino e mio fratello

A mio fratello piace il budino. Da sempre, direi. La gioia e la soddisfazione di mia madre trasparivano dal sorriso e dallo sguardo compiaciuto che riservava al suo bambino mentre, a cucchiaiate golose, mangiava il suo budino.
Glielo portava sempre quando andava a trovarlo in colonia, d’estate a metà mese, e le foto di allora la mostrano mentre, appunto, si coccola la gioia del figlio che si gusta il SUO budino.
Nel tempo, mio fratello ha imparato a farsi il suo personale budino che ha messo a punto quando, universitario a Bologna, lo preparava per sé e per la banda sconclusionata che gli faceva compagnia nell’appartamento in cui, forse, non si spendeva tutto il tempo su “sudate carte”!
Mi raccontava, a volte, le sue avventure bolognesi. Tra le altre di quando, preparato il budino, lo metteva a raffreddare sul davanzale della finestra che dava sul ballatoio e di quella volta in cui uno dei filibustieri, proditoriamente, si è impadronito del dolce e si è chiuso nel luogo del “buen retiro” dove, in tutta calma, ha ripulito l’intera zuppiera. Non ricordo la punizione che è stata inflitta al pirata. Conoscendo i tipi, immagino che sia stata pesante ma, evidentemente il gioco o, meglio il budino, valeva la candela!
Il budino rimane tutt’ora il dolce preferito di mio fratello. Non lo mangia con l’antica frequenza ma, quando lo prepara, lo fa come si deve, realizzando la sua personale ricetta.
Eccola.
Ingredienti:
2/3 cucchiaiate (spannometricamente parlando) di farina
1 uovo
1 litro di latte
200 g. di cioccolato fondente
200 g. di amaretti
Si procede come al solito. Gli amaretti vanno aggiunti alla fine dopo averli sbriciolati con la bottiglia (un altro strumento non garantisce il perfetto risultato finale!)
Chiara

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