Ancora oggi a volte, nonostante le mie 40 primavere, sono assalita da dubbi di ogni genere, ma da quando non abito più con i miei genitori ho di sicuro un dubbio in più o meglio una certezza in meno.
Sì perché quando eravamo tutti rigorosamente e puntualmente seduti a tavola per cena e venivano servite le uova, una cosa era certa oltre ogni ragionevole dubbio: era venerdì.
Quella sagoma di mia madre “cuoca provetta” tutti i venerdì scodellava uova: sode, al tegamino o, grande alternativa, una bella grossa unta bisunta bruciacchiata frittata.
Chissà cosa le passava per la testa, a mia madre, perché ho provato varie volte in vari modi, non tutti gentili devo dire, a chiedere. “Ma perché, cascasse il mondo, tutti i venerdi cucini uova?”
“E perché no?” rispondeva; bella risposta!
Così, mi ricordo benissimo, quel venerdì sera, avrò avuto 5 o 6 anni, mi sono detta adesso ci penso io e ,siccome come tutte le figlie femmine ero sempre molto attenta a compiacere il mio papà, tutta fiera ho annunciato: “Questa sera per papà cucino io”
Ho preso la carta e una matita colorata, quella gialla, ho disegnato un bell’uovo al tegamino, l’ho ritagliato e al momento giusto l’ho servito in tavola.
Mio padre, sempre pronto allo scherzo, ha mangiato diligente il suo uovo con grandi apprezzamenti alla cuoca… e dal mio punto di vista è stata proprio una bella fortuna per lui perché a me è toccata la solita fetta della solita unta bisunta bruciacchiata frittata!
Sì perché quando eravamo tutti rigorosamente e puntualmente seduti a tavola per cena e venivano servite le uova, una cosa era certa oltre ogni ragionevole dubbio: era venerdì.
Quella sagoma di mia madre “cuoca provetta” tutti i venerdì scodellava uova: sode, al tegamino o, grande alternativa, una bella grossa unta bisunta bruciacchiata frittata.
Chissà cosa le passava per la testa, a mia madre, perché ho provato varie volte in vari modi, non tutti gentili devo dire, a chiedere. “Ma perché, cascasse il mondo, tutti i venerdi cucini uova?”
“E perché no?” rispondeva; bella risposta!
Così, mi ricordo benissimo, quel venerdì sera, avrò avuto 5 o 6 anni, mi sono detta adesso ci penso io e ,siccome come tutte le figlie femmine ero sempre molto attenta a compiacere il mio papà, tutta fiera ho annunciato: “Questa sera per papà cucino io”
Ho preso la carta e una matita colorata, quella gialla, ho disegnato un bell’uovo al tegamino, l’ho ritagliato e al momento giusto l’ho servito in tavola.
Mio padre, sempre pronto allo scherzo, ha mangiato diligente il suo uovo con grandi apprezzamenti alla cuoca… e dal mio punto di vista è stata proprio una bella fortuna per lui perché a me è toccata la solita fetta della solita unta bisunta bruciacchiata frittata!
Emanuela
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